Fernando Alonso, Mike Wilson e una macchia nera

Fernando Alonso, pilota Ferrari Formula 1, fin dai tempi del kart in cui correva con tute MIR, dimostrava di avere qualcosa in più dei suoi coetanei; una rabbia di voler arrivare, vincere. Nel 1996 si corse una sorta di Mondiale della Junior a Genk (Belgio), che credo si chiamasse Coppa dei Cinque Continenti  e lui fece una grande impresa.

Alonso in quel periodo correva con i telai MW di Mike Wilson, 6 volte campione del mondo di kart, e andava molto forte. Durante quella gara io ero a bordo pista proprio al fianco di Mike Wilson. Sinceramente non ricordo molto bene in che posizione partì Alonso, credo fosse in terza o quarta fila ma, a metà gara, si ritrovò molto vicino al pilota in testa: era già secondo. Il primo, però, non gli dava spazio sufficiente per passare e ormai era relegato in seconda posizione.

Mentre guardavo la gara, Mike Wilson mi toccò dentro dicendo “Bruno, la vedi quella macchia nera che c’è sull’asfalto? Se il primo pilota ci passa sopra vuol dire che Fernando ha lo spazio sufficiente per passarlo. È una questione di centimetri, ma prima o poi commetterà questa svista!”. Io non capii perché il primo pilota dovesse allargare leggermente la sua traiettoria, ma ovviamente vista la sua esperienza gli credetti.

Dopo qualche giro, vuoi per le gomme che si andavano esaurendo, vuoi per la stanchezza emersa durante la gara, il pilota in testa allargò la traiettoria di pochi centimetri passando sulla macchia nera. Nello stesso istante Fernando si infilò e lo passò andando a conquistare il Mondiale. Rimasi stupito, sia dall’osservazione di Mike, sia dalla precisione di Fernando.

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