DINO CHIESA – L’EUROPEO DI HAMILTON, CON UN BRACCIO ROTTO

Lewis Hamilton ha corso con me per due anni. Due anni intensi, bellissimi. Insieme ne abbiamo vissute tante, in kart e non, e di episodi da raccontare ne ho davvero tantissimi.

Un episodio “ufficiale”, che conoscono in molti e che in molti possono confermare, è quello della gara dell’Europeo. 

Risultato? Si ruppe lo scafoide, un osso del polso. Mi aveva telefonato dicendo che aveva avuto un problema mentre si allenava in bicicletta: si era sganciato un pedale, mi disse, era scivolato e ... crack! Un racconto un po’ vago, lo ammetto, ma da cui si capiva che c’era qualcosa che non andava. Per fortuna, tramite suo papà, era riuscito ad andare dal medico della Formula 1 di allora a farsi vedere, perché lui voleva correre. Sapeva di essere in testa all’Europeo, e quando Lewis si pone un obiettivo fa di tutto per riuscire a raggiungerlo.

Il venerdì, arrivati sul circuito, non sapevamo bene cosa aspettarci. Eravamo già in Francia per le prime prove e Lewis ancora non si vedeva. Mi ricordo che chiesi a Nico(Rosberg, compagno di squadra di Hamilton in quel periodo n.d.r.) di provare entrambi i kart e fare le stesse regolazioni, in modo che se fosse arrivato, per lo meno avrebbe trovato il mezzo già pronto. E in effetti Lewis arrivò, solo che aveva il braccio ingessato!
L’ingessatura gli bloccava il polso fino a poco prima del gomito, ma gli lasciava libere le dita, così, infilata la tuta, decidemmo di correre lo stesso. Fece qualche giro del warm up, per imparare la pista che non conosceva e poi, nelle prime due manche, fece il miglior tempo.

Dino Chiesa: la vittoria di Hamilton all’Europeo, con un braccio rotto

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